l e g a l i z z a z i o n e   d e g l i   a t t i    p u b b l i c i    s t r a n i e r i

A seguito dell’entrata in vigore negli Stati Uniti d’America della convenzione dell’Aja del 5 ottobre 1961 concernente l’abolizione dell’obbligo consolare di legalizzare gli atti pubblici predisposti all’estero, le locali autorità diplomatico-consolari non sono più tenute ad eseguire la legalizzazione degli atti pubblici emananti dalle autorità americane (15 ottobre 1981).

Ai fini della suddetta convenzione per atti pubblici devono intendersi:

    a) i documenti rilasciati dalle autorità giudiziarie dello Stato, compresi quelli rilasciati da un pubblico ministero, da un cancelliere o da un ufficiale giudiziario;

    b) i documenti amministrativi;

    c) gli atti notarili;

    d) le certificazioni ufficiali apposte su dichiarazioni sottoscritte da privati nell'esercizio della propria capacità giuridica di agire (scritture private), quali le autenticazioni e le legalizzazioni di firma.

La Convenzione prevede che la legalizzazione di cui sopra sia sostituita da quella effettuata mediante l’apposizione di una particolare attestazione, detta “Apostille”. Essa viene rilasciata dalle competenti autorità statunitensi che sono, generalmente, l’ufficio del “Secretary of State” o dell’ “Assistant Secretary of State” dello Stato che emana l’atto. L’ “Apostille” certifica sia l’autenticità della firma sia la veridicità del sigillo o del timbro apposti sul documento presentato, ai fini della sua validità legale.

Alle Autorità diplomatico-consolari è fatto divieto di aggiungere ulteriori certificazioni o vidimazioni sull’atto cosí legalizzato, che a norma di legge dovrà ritenersi valido in ogni Paese aderente alla Convenzione (ratificata in Italia con legge 20 dicembre 1966, n. 1253).

NOTA : se l’Apostille viene richiesta per posta, è consigliabile allegare una busta già affrancata e recante il proprio indirizzo.  È importante specificare inoltre che il documento verrà utilizzato in Italia.

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